Domenica, Settembre 6, 2009

Parlarsi addosso per circa venti minuti ed esserne estremamente compiaciuto

Finalmente, ho voglia di mettere un post su bappo.
La serata è fresca, la batteria ha almeno tre bacchette su quattro e ho diverse cose in testa sulle quali penso di poter discutere solo su bappo.
Giulio mi smentirà, ma, per quanto ne so, per ora qui sopra veniamo solo io, giulio, la frist lady e un solitaro e sporadico ammiratore svedese, tutti a comporre un tipo di platea perfetto per questo tipo di riflessioni, per cui perdonate la lenzuolata di caratteri.
Stavo parlando con una amica di twitter e frendfeed. Lei aveva sentito parlare solo di twitter da degli amici evidentemente in vena di sboronate web 2.0 e subito anch’io ho colto la palla al balzo per mostrarmi erudito e condire la lezione con un po’ di esegesi su quello che è bello dei social network e cosa no, quale è più fico e quale meno.
Nello snocciolamento delle mie argomentazioni sono andato a parare non so come su frendfeed, inducendo la malcapitata, ormai completamente in balia del mio furore oratorio, a munirsi un account seduta stante.
Ora, io facebook gmail e quant’altro li uso, ma, all’atto pratico, in confronto a questa mia amica sono un dilettante che tenta di spiegare la filosofia del giuoco del calcio a maradona.
La sua home di frendfeed, una volta configurati solo gli account di twitter e facebook, è diventata un fiume in piena di minchiate mischiate male a riflessioni serie, videini, link e ammennicoli di non saprei dire quale natura.
Ancora peggio erano le home dei suoi amici trovati su frendfeed che, con una scafataggine sfacciata, avevano configurato anche le foto su picasa e flickr, gmail e un sacco di altri servizi.
Freendfeed sarà anche un wrapper qualunque senza un minimo di valore aggiunto a tutto il resto, ma da un idea precisa di quanta roba possa essere vomitata in internet da chiunque.
Una vicenda di per se scioccante ma che non merita certo ventidue righe di post.
Finita la serata mi è venuta in mente l’intervista a Zuckerberg pubblicata sull’ultimo wired (si quel giornaletto fatto da persone autonominatesi fiche per persone aspiranti fiche a cui siete tutti abbonati) in cui zuzzy (lo chiamo cosi non perché sono suo amico ma perché ha un nome difficile) contrappone sostanzialmente la strutturazione delle informazioni in rete fatta da google a quella fatta da ognuno degli utenti tramite facebook e la propria rete di conoscenze.
So che l’avrete letta tutti ma, tanto per capirsi, dice cose tipo che stanno creando un motore di ricerca che permetta di ricercare qualcosa non su tutta internet, come fa quello di google, ma all’interno del proprio social network.
La motivazione è che se cerco una recensione di un film non mi importa di sapere cosa ne pensa uno sconosciuto, cosa che ti farebbe sapere una ricerca su google, mentre mi interessa molto di più sapere che ne pensa un mio conoscente che l’ha visto.
Motivo per cui secondo lui google è il simbolo del vecchio modo di usare internet e il suo è il nuovo.
Ora, non voglio polemizzare sul fatto che se voglio sapere se una persona ha visto un film e la persona è mia amica magari glie lo chiedo, perché si potrebbe rispondere che non potrei chiederlo a tutti scrivendo “nome del film”e pigiando search, ma la questione è un altra: Il principio, perché questa cosa funzioni è che io devo scrivere tutto quello che faccio penso e dico, dove vado, con chi sto, quanto dormo e che annuso su facebook.
Sennò questo giochino non funziona più.
Oltre a internet per coglioni, facebook vuole diventare mondo per coglioni.
Il vizio di fondo del ragionamento di zuzzy secondo me è che google cerca informazioni tra cose che sono di chi le fa, mentre il motorino di facebook implica la creazione di una internet parallela (di proprietà di facebook) piena di nomi, cognomi e numeri di telefono tutti legalmente schedati da facebook.
Dato per buono tutto ciò: che si deve fare ancora per dire che facebook è grande fratello?
Non era l’ibm, non era la microsoft, non era la cia, non era ecielon, non era capitan findus… toh, eccolo li: è facebook.
Voglio dire, questo può dire candidamente che vuole sapere tutto di me e di chi mi sta intorno per dirmi (lui) cosa fanno e chi sono le persone che conosco io? e a tutti sembra un idea brillante, innocente e innovativa?
Ok, il lato snob e anti facebook è finito, devo cercare di risollevare la discussione.
L’altra cosa interessante che ho trovato nella diatriba tra me e Zuckerberg, oltre alle sue manie di onnipotenza, è stata la necessità che, evidentemente a ragione, vede nella gente di parlare su internet con altra gente che gli sta accanto di casa.
Ridevo anch’io quando Guzzanti diceva “Abboriggeno ma io e te, che cazzo se dovemo di’?”. La domanda che mi pongo adesso è: “Compagno delle medie e/o vicino di casa, io e te che cazzo se dovemo di’ su internet?”. Passami l’abboriggeno.
Non ci si diverte più a parlare con gli abboriggeni su internet? a leggere il NYTimes piuttosto che la repubblica, a vedere la bbc piuttosto che raiuno? wikipedia non è un insieme di persone sconosciute che si migliorano mettendo insieme e condividendo le proprie conoscenze?
E’ davvero questo che la gente vuole da internet? sapere che pensa il proprio vicino di casa?
Nessuno ha un interpretazione meno deprimente?