Martedì, Giugno 8, 2010
Tecnomelodramma
Ok, mi sembra evidente che Giulio c’ha lasciato.
Si potrebbe prendere il telefono e cercare di capire come mai.
Invece prendo militarmente possesso di bappo e sragiono quanto mi pare.
Sarà perche il mio inglese è pessimo, sarà perche non sono un sofisticato niuiorchese per metà ebreo, ma i miei commenti su engadget non li caca nessuno.
In piu mi sono scocciato di cercare i neologismi su wikipedia: non si può inventare una sigla ogni quattro ore anche per acvacumeptic (aspetta che vado al cesso un secondo e poi torno in chat), è maleducazione, la gente s’è stufata.
Soliloquio per soliloquio, tanto vale farlo qui.
Ci sono tutti i confort, clima familiare, ampio parcheggio, saggezza finale, copertura totale.
La premessa era doverosa.
Oggi lo smilzo col lupetto nero e le scarpe da ginnastica ha presentato l’iphone nuovo, non ho ancora capito se si chiama semplicemente iPhone4 o qualcos’altro.
E’ la solita baggianata, superbellissima fino al mese prossimo quando l’htc non ne farà uscire altri cento esattamente uguali con Android sopra, che fa esattamente le stesse cose.
Questo più che altro mi ha fatto venire in mente una cosa:
Tutte le compagnie di successo fanno inevitabilmente una cosa buona e diventano enormi, il resto è una triste agonia.
Google ha fatto google, Microsoft ha fatto windows, Apple (1) ha fatto il mac, Apple (2) ha fatto l’ipod (touch, quello a rondella non era niente di rivoluzionario), la nintendo il nes, la sony il walkman, la nokia il 3310 e via e via.
Il resto che ognuna di queste società ha fatto sono depravazioni: staccane un pezzo, fallo più grosso fagli leggere la musica, collegaci un frigorifero…
Oppure cose improbabili: la Microsoft che fa i volantini per i giochi, google che fa i telefoni.
Ma l’innovazione è bella che ferma a due, tre prodotti per ognuna.
Il resto sono 20 anni di show e di volumi di vendita incredibili di prodotti ridicoli.
Quello che conta è l’affezione, i geek, gli appassionati di tecnologia in generale, sono dei bambaccioni che si emozionano.
Me in cima alla lista intendiamoci, quando ho comprato la wii probabilmente mi ricordavo del nes sotto l’albero di natale, le incredibili potenzialità dello wiiremote c’entravano ben poco.
Quando vado su google o uso i prodotti di google so che mi posso fidare, perche google sa un sacco di cose, adoro google, ma sinceramente non so perche uso picasa invece di flikr, o google calendar invece di iCalendar.
L’unica conclusione a cui sono arrivato è che voglio tanto bene a google perche google mi dice un sacco di cose.
Dove non c’è vera innovazione ne utilità spicciola c’è emozionalità, e il fatto che le aziende di IT se ne siano accorte sta assumendo tratti veramente imbarazzanti:
Ci sono le pubblicità con i bambini, o le cose da bambini che ti ricordano quando eri bambino:
E le cose che ti ricordano di quando sei diventato babbo e che, insomma, ormai sei un ometto:
Notiamo in particolare Scott Forstall, quello con la faccia di uno che si è alzato troppo presto per troppi giorni di fila.
Sono un suo fan perché anch’io spesso ho quello sguardo la mattina, e lui è riuscito a diventare vice non ricordo cosa della apple.
Ora, il marketing c’è sempre stato, ma la cosa che stride è che a fare la pubblicità ad un prodotto mediocre e per niente innovativo c’è un vice presidente o un ceo che dicono di voler fare una conferenza, quando in realtà è una semplice pubblicità.
Mi spiego, Giovanni Rana dice che i suoi tortellini sono fantastici e tecnologicamente superiori ad una conferenza internazionale di biologi dicendo che il suo ripieno agli asparagi rivoluzionerà il modo di pensare della gente?
Questi sembrano sinceramente commossi dal poter fare una videochiamata.
Hanno li lucciconi per una cosa che si può fare da almeno sei anni, basta un cellulare umts, non serve neanche una wifi.
se uno ha una wifi serve solo un netbook da duecento euro e skype.
Sarà una televendita su mediashopping?
No, sono persone probabilmente uscite dal mit, che parlano a persone ad una platea di sviluppatori, persone di una cultura medioalta, in teoria.
Non s’è accorto di niente nessuno?
Mi sento tanto tanto preso per il culo, il mercato dell’IT non è per niente meglio del quello dei tortellini.
Ora qualcuno traduca tutto questo in italiano, poi in inglese, e lo mandi a sjobs@apple.com, spiegandogli con dovizia di particolari chi è Giovanni Rana.
Per finire un tributo all’uomo che ha congiunto aspirapolveri e pc, da allora è stata una biglia su un piano inclinato.